Questo portale non gestisce cookie di profilazione, ma utilizza cookie tecnici per autenticazioni, navigazione ed altre funzioni. Navigando, si accetta di ricevere cookie sul proprio dispositivo. Visualizza l'informativa estesa.
Hai negato l'utilizzo di cookie. Questa decisione può essere revocata.
Hai accettato l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Questa decisione può essere revocata.

Chiesa Matrice di Santa Maria Annunziata

Categoria Chiese e cappelle

Sorge sul luogo dove in età medievale esisteva l'omonima chiesa fatta edificare dall'Arcivescovo Rainaldo.

Composta di un'unica navata, dava il suo ingresso verso la via di Capurso in corrispondenza dell'arco di accesso alla Porta della città (Porta della Terra) e in direzione della chiesetta di S. Michele.

Dell'edificio medievale sono ancora visibili i ruderi dell'abside (ordine inferiore del campanile).

Verso il XVII secolo, la Chiesa Matrice fu ingrandita, con la rotazione dell'asse di orientamento da Nord-Sud a Est-Ovest con l'ingresso verso via Castello. La nuova chiesa era a tre navate e aveva la volta a travi di legno, lunghe e dipinte di nero.

La chiesa attuale fu ricostruita nel 1854 sotto l'Arcivescovo di Bari Michele Basilio Clary e l'Arciprete Raffaele Morena, come si rileva dall'epigrafe latina posta sotto l'architrave della porta maggiore. La pianta è ad una navata con tre cappelle per lato.

Roppo scrive: "Ha una sola navata con volta a botte, muri laterali a pilastri corinti ed archi a tutto sesto: fra i quali archi, addossati ai muri, sono costruiti altari a stucco lucido di fattura semplice e corretta. Il secondo arco, a destra di chi entra, mette in una bella cappelletta con volta a vela, altare di pietra calcarea scolpita, di uno stile assai barocco, nel quale conservasi, in custodia di legno il SS. Sacramento". L'altare in pietra, opera pregiata del settecento, ha un paliotto con uno scudo al centro, contornato da volute e fogliame a rilievo. Il tabernacolo in legno è affiancato da colonnine tortili dorate. Sull'altare si apre la nicchia contenente la statua della Madonna del Carmine.

"Anche l'altare maggiore è a stucco lucido. Su di esso troneggiano una tela della titolare della chiesa, la SS. Annunziata, di epoca assai recente (siamo nel 1925) donata dall'arciprete di Carbonara D. Luigi Carella, un anno che qui stette a predicare la Quaresima, ed eseguita, dicesi, da Colonna pittore barese"(1).

Secondo altri autori, il dipinto dell'Annunziata, restaurato nel marzo del 1997 dal maestro Giovanni Borracesi, è da attribuirsi al pittore M. Montrone.

"Sull'altare maggiore trovasi in apposita nicchia, una reliquia insigne, un femore di S. Amatore, Vescovo e Martire di Cordova, protettore del luogo, chiusa in un elegante reliquiario di ebano, donato alla chiesa da D. Domenico Del Giudice, principe di Cellamare e duca di Giovinazzo"(1).

Sull'architrave dell'ingresso secondario, "nel vano del secondo arco a sinistra"(1), vi è un pregevole quadro raffigurante lo sposalizio di S. Caterina, attribuito alla scuola fiorentina del XII secolo.

E' un pregevole dipinto su legno, in cornice intagliata e dorata, con volute laterali, sorrette da due angeli e sormontata da una testa di angelo alato.

Roppo dice: "Costituisce una rarità, a giudizio del mio defunto amico Ing. Angelo Pantaleo".

"Lateralmente a sinistra, in una nicchia si ammira la statua in legno dipinto di S.Amatore, protettore del paese, in sottana nera e cotta d'argento".

All'esterno la facciata delimitata da lesene legate da un architrave lievemente aggettante è conclusa da un timpano triangolare.

Il portale ha stipiti cordonati ed un timpano spezzato; ai lati due cornici emisferiche.

ANNO DOMINICIAE INCARNATIONIS MDCCCLIV

PROVVIDA PIENTISSIMI REGIS FERDINANDI II MUNIFICENTIA

ESIMIA MICHAELIS BASILII CLARY ARCHIEPISCOPI CHARITATE

DEVOTIS CHRISTIFIDELIUM HEIC DEGENTIUM LARGITIONIBUS

HOCCE TEMPLUM PROPE COLLAPSUM RESTAURARE CURAVIT ARCHIPRESBITER MORENA

Epigrafe latina posta sotto l'architrave della porta principale della Chiesa Matrice SS. Annunziata. Dalla traduzione della iscrizione incisa sulla pietra si rileva che la Chiesa fu costruita nel 1854.Viene ricordata la provvida munificenza del re Ferdinando II(Palermo 1810-Caserta 1859) ed evocata l'esimia carità dell'arcivescovo di Bari, Mons. Michele Basilio Clary. Si ricordano le devote elargizioni dei fedeli. Chi prese a cuore la ricostruzione della vecchia chiesa, crollante e pericolante fu l'arciprete don Raffaele Morena ,il quale resse la parrocchia di Cellamare dal 1843 al 1874 ,ossia per 31 anni. La vecchia chiesa era a tre navate con soffitto in legno e piccolo campanile. Di essa sono ancora visibili i ruderi dell'abside.

  • Info e recapiti

Direttiva per la qualità dei servizi on line e la misurazione della soddisfazione degli utenti

Hai trovato utile, completa e corretta l'informazione?
  • 1 - COMPLETAMENTE IN DISACCORDO
  • 2 - IN DISACCORDO
  • 3 - POCO D'ACCORDO
  • 4 - ABBASTANZA D'ACCORDO
  • 5 - D'ACCORDO
  • 6 - COMPLETAMENTE D'ACCORDO
Torna a inizio pagina