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Il massacro dei Saraceni

Si narra che nel 988 i saraceni operarono una delle più feroci incursioni nel territorio circostante la città di Bari, depredando la popolazione ed incendiandone le abitazioni. Che i Saraceni siano arrivati fino alle porte di Cellamare ce lo dice una contrada, denominata "Massracina" o "Mastracina". Si trova tra Capurso e Cellamare.

Dice Roppo: "Questa zona di territorio nomata Massaracina tuttora ridà alla luce del sole, nei frequenti sterri agrari, ossame umano dissepolto e frantumi d'armi arrugginite, ciò che dà credito e valore alla leggenda stessa basata anche sul nome della contrada"(1) La stessa interpretazione dà Porcelli, il quale afferma: "La contrada Mastracina o anche Masracina(qui compare con una sola "s"),prende il nome da una battaglia avvenuta fra le genti locali e i Saraceni, all'epoca delle incursioni saracene sul litorale pugliese; il suo nome significherebbe: massacro dei Saraceni, perché questi ultimi riportarono una dura sconfitta in quella zona, anzi ci fu un vero massacro".(2)

La conferma ci viene anche dal dr. Di Natale, cellamarese, che è stato testimone oculare, ancora ragazzino, dei ritrovamenti di carcasse di guerrieri nelle contrade Croste e Strettole. Sempre secondo il dr. Di Natale, i Cellamaresi e i Capursesi, coadiuvati dalle guarnigioni del "Castrum" ovvero dell'accampamento militare posto sulla parte collinare del territorio di Cellamare, realizzarono l'eccidio dei saraceni(3).

Secondo un altro nostro concittadino, Marco Di Natale, potrebbe essere possibile, considerato il numero esiguo degli abitanti dei due piccoli paesi, che il nome della contrada Massaracina possa essere derivato da tutt'altra storia e situazione contingente al periodo storico intorno all'anno mille.

Si narra, infatti, che alcuni nuclei familiari dei saraceni che assaltavano e depredavano i villaggi, stufi di quella vita irrequieta e nomade, si separarono dal gruppo di appartenenza e si impossessarono di terre, per fondare nuovi insediamenti e stabilirsi in questi luoghi.

Considerato che in quel tempo esisteva un villaggio di pochissime unità familiari, si può dedurre che questi gruppi di saraceni ne abbiano preso possesso dando il nome di "Masseria del saraceno" trasformata poi dalla parlata dialettale in "Massaracina".

Analogamente si potrebbe affermare che Cellamare derivi da "Caeli moris" cioè "cella del moro" -"casa del moro", successivamente, nella parlata popolare, trasformata in Cellamare. (Difatti i toponimi aventi il tema in Cel, Cell, Caeli sono di origine osco sabellica e tutti derivano da "cella" nome che nell'antichità fu usato per indicare un deposito campestre) (4).

Pastore dice: Pur non potendo negare che la "Mastracina" ricordi qualche azione piratesca dei Turchi, sentiamo l'obbligo di chiarire che spesso nel corso delle nostre ricerche, ci siamo imbattuti in documenti che, facendo riferimento alla località in questione, la riportano con la trascrizione di "lama Saracina". Chiunque ne abbia vaghezza, può verificare che l'andamento del terreno nella zona or ora descritta è quello di una "lama", cioè di un avvallamento in cui scorrono le acque alluvionali in piena. Il toponimo nato nella leggenda di un massacro di Saraceni ad opera di Capursesi e di Cellamaresi è frutto probabilmente di un errore di trascrizione di un amanuense, che in luogo di "lama Saracina" scrisse "la masaracina". Termine che nel volgere di poco tempo e con l'aiuto della parlata popolare, divenne "masracina", com'è ancora oggi"(5).

1) V. Roppo "Memorie storiche di Cellamare" 19252) F.Porcelli,"Capurso" -Unione Tip. -Bari -19803) F. Di Natale, "L'Opinione" Anno 3- n°2- luglio 20034) M. Di Natale, "L'Opinione" Anno 3- n°1- maggio 20035) G. Pastore, "Paesi" Anno I- n° 4- sett/ott. 1984

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