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I ricordi degli anziani

Tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 la scuola di Cellamare era ubicata alla periferia del Borgo Antico ed esattamente nei locali dell'attuale ufficio di Polizia Municipale.

Era costituita da un unico ampio locale, poco accogliente, e per molti aspetti non corrispondente alle esigenze degli alunni. Non c'erano finestre, l'intonaco risultava caduto in parecchi punti; tuttavia l'aula era pulita e le pareti imbiancate con la calce. I banchi, a due posti, erano di legno e quasi tutti rovinati e scheggiati. Durante l'inverno il freddo penetrava davvero "fino nelle ossa" degli scolari e nessuno osava muoversi oltre che per la temperatura rigida che li rendeva simili a blocchi di ghiaccio anche per la severità del maestro. A complicare le cose, l'utilizzo invernale dei pantaloni corti. Gli anziani cellamaresi ricordano che, a quei tempi, se con un pezzo di stoffa si poteva confezionare un solo paio di pantaloni lunghi, era preferibile realizzarne due corti, così da vestire più persone nell'ambito della stessa famiglia.

All'uscita da scuola le pozzanghere ampie e profonde costituivano un vero e proprio parco giochi. Infatti, le strade non ancora asfaltate, con un po' di pioggia presentavano questo inconveniente che dava spazio ad un vero e proprio divertimento, che però durava poco. Appena usciti da scuola, infatti, si doveva tornare subito a casa, altrimenti la "fune bagnata" era la punizione sicura che attendeva il ritardatario.Vistosi cordoni, provocati dalla fune sulle gambe, erano motivo di riflessione per non far ripetere gli stessi errori.

Erano altri tempi come raccontava il Sig. Martino Antonacci "classe 1890". Allora si mangiava miseria e povertà e la prima cosa che veniva insegnata era il modo esatto di adoperare la "zappa" per usarla dall'alba al tramonto. La colazione ed il pranzo erano un tutt'uno e consistevano in una tasca piena di ceci arrostiti, qualche fico secco ed un abbondante fiasco di acqua. La scuola era a tempo pieno, si entrava il mattino e si usciva la sera ed era dunque un lusso che potevano permettersi in pochi. Il Sig. Martino soleva raccontare un aneddoto curioso di quando andava a scuola. Fu inviata a Cellamare una maestra di nome Teresa Stringano, che abitava con il marito ed una figlia, nella casa situata ad angolo tra P.zza Plebiscito e Via per Capurso. Ogni giorno la figlia Giovannina gli portava a scuola la minestra preparata dal marito: Don Ciccio che, evidentemente, non sapeva cambiare gli aromi alle minestre e lo dimostrava il fatto che il Sig. Martino era costretto a scambiare la minestra con la focaccia che la mamma gli preparava.

La scuola sul castello

Col passare degli anni gli alunni che frequentavano la scuola divennero sempre più numerosi e conseguentemente la sede originaria risultò davvero piccola ed insufficiente, tanto da indurre a trovare una soluzione più adeguata. Furono utilizzate allo scopo alcune stanze del Castello di Cellamare, già dimora dell'arciprete Don Peppino Selvaggio. Le stanze erano ampie e dotate di finestre, ma ugualmente poco ospitali d'inverno, quando il freddo ed il gelo, creavano grossi disagi ai ragazzi. La scuola così ubicata ospitò due generazioni di scolari che si sono poi distinti nella vita della nostra cittadina. Per quasi 40 anni la storia scolastica si svolse nelle stanze del Castello, finché le stesse divennero insufficienti e nel 1959 fu utilizzato in aggiunta anche un locale ad angolo tra Via Luigi Di Gioia e Via Fiume.

La sede "Don Bosco"

Il 1960 rappresenta una svolta importante sul piano scolastico, infatti viene completato il nuovo edificio intitolato a Don Bosco. La sede è in grado di contenere sia la scuola elementare che la scuola media; le aule del piano rialzato sono occupate dai ragazzi della scuola elementare mentre quelle del primo piano dai ragazzi delle medie. La nuova normativa sulla scuola dell'obbligo accresce di colpo la popolazione scolastica con incremento considerevole degli alunni. Infatti nel giro di pochi anni, la nuova sede ripropone problemi a livello strutturale. Le sezioni si raddoppiano come numero di alunni ed alcune superano anche i 40.

La Scuola Media "G. Modugno"

Il 13 Aprile 1977 la Giunta Municipale affida l'incarico all'Ing. Vito Colucci di Noicattaro per la progettazione e la direzione dei lavori di costruzione delle prime 3 aule della nuova scuola media. L'ubicazione fu individuata "in località alberata,soleggiata, non esposta a venti fastidiosi e lontana da eventuali installazioni di industrie rumorose". L'ampiezza del terreno a disposizione era di mq. 4.050. Il progetto comprendeva aule per lo svolgimento dei programmi didattici, per le attività parascolastiche, per le attività sportive e la medicina scolastica. Al piano terra furono previsti i vani per la Direzione e l'Amministrazione, la sala medica con i servizi annessi, l'auditorium ed i servizi per il personale docente ed ausiliario, due aule speciali, la palestra coperta ed i relativi servizi. Al primo piano furono individuate sei aule per l'attività didattica, due aule speciali, la biblioteca ed i relativi servizi. L'anno scolastico 1983/84 segna l'entrata in vigore della prima parte del nuovo edificio.

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