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Cella Amoris, Celi Amore, Coeli Amor,Cella d'amore, Cella ad mare, Cella amara...

Mancano, purtroppo, prove certe e sicure che ci consentano di conoscere in modo indubitabile l'origine e il significato del nome del nostro paese.

Dice Triggiani: "...pare da fonte attendibile che il Comune sia nato col nome "Cella di Amore". Era in origine una contrada o masseria donata all'arcivescovo di Bari.
Roppo racconta che, in seguito alla distruzione di Bari ad opera di Guglielmo il Malo, non pochi cittadini baresi con a capo il loro vescovo Giovanni V si rifugiarono in una villa detta "Cella Amoris", già appartenente alla Curia di Bari.
Sempre Roppo afferma: "La cella d'amore poteva essere al felice mortale, che impresse il suo nome al luogo, il sito più bello e vago, ch'egli avesse mai visto".

Chissà quale felice e fortunato uomo visse in quel silenzioso e tranquillo riposo dei campi, solo d'amore!"
Saraceno parla di una "Cella amara", perché i prelati, andati a stare dove oggi è il paese, per sfuggire all'ira di Guglielmo il Malo, invece di trovare un luogo di piacere, paradisiaco, vi trovarono un posto umido, angusto, povero di risorse e di comodità.

Per loro la villa fu una dimora triste, una "cella amara".
Secondo Colella, Cellamare deriva da "Cella ad mare", ossia una dimora di monaci rivolta verso il mare, da cui dista pochi chilometri. Accanto al monastero, i frati tenevano le "celle", ovvero i depositi dei raccolti campestri, come l'olio, il vino, il grano, ecc. Secondo Repetti e Pastore, "Cella ad mare" altro non era che un "sacellum" ovvero una cappella rivolta verso il mare.

Dice Pastore: "Che l'antico luogo, dove sorse poi la villa di "Celi Amore", fosse un luogo funesto a causa delle acque è verissimo. Pensiamo per un attimo alla zona dove sorse l'antico nucleo abitato, cioè a quel pianoro a Sud di Bari, posto proprio ai piedi dei primi salti geologici che hanno dato inizio ai sistemi collinari delle Murge dei Trulli. Ebbene essa fu spesso attraversata dalle tumultuose alluvioni che, scendendo dall'Alta Murgia verso l'Adriatico, recarono distruzione e morte. Di qui nacque, verosimilmente, nei primi abitanti del posto il bisogno di erigere un tempio da dedicare alla Sirena, una "Cella ad mare", per propiziarsi i favori della divinità". Secondo altri cronisti l'amore di cui si parla non è l'amore profano ma quello sacro. Perciò quel "Celi Amor" significherebbe "Amore del Cielo".

Secondo un racconto popolare Cellamare deriva da "Cielo e Mare". Alcuni contadini raccontano che quando c'è la nebbia o la foschia densa, si ha l'impressione che Cellamare, vista dalla zona di Pacifico, sia un mare toccato o baciato dal cielo. Quando all'orizzonte il cielo comincia a liberarsi dalla nebbia o dalla foschia, sotto l'azione del sole, sembra che il cielo e il mare si tocchino.
Don Angelo Mastrandrea, arciprete di Cellamare dal 1939 al 1948, così scriveva: " Il nome Cellamare alcuni vorrebbero farlo risalire all'etimo "Coeli Amor" ed il protettore principale, lo spagnolo di Cordova Sant'Amatore, sacerdote e martire, confermerebbe l'opinione; altri da "Cella Amara", perché qui i Vescovi baresi confinavano, per punizione, gli ecclesiastici indegni".

Don Vito Raimondo, arciprete di Cellamare dal 1952 al 1975, così diceva: "Penso che il nome non sia né "Cella di Amore", né "Cella Amara", ma "Oppidum Marii" ovvero casa, residenza del padrone Mario, "Cella di Mario".
Questa interpretazione di Don Vito farebbe risalire l'origine del nome Cellamare al tempo dei Romani durante le guerre puniche (II-III secolo a.c.).

Tutte le ipotesi fin qui riportate vanno tenute nel debito conto, senza poter dire con certezza quale sia la più vera e quali siano solo frutto della fantasia e dell'immaginazione.

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