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Un'isola di serenità e purezza d'aria

Ecco come, diversi cronisti, decantavano nei secoli scorsi l'aria che si respirava nel nostro paese. Sacco nel 1795 dice: "...d'aria temperata..."(I),cioè non troppo calda d'estate e non troppo fredda d'inverno. Alfano nel 1795 dice: "...d'aria buona..."(2). Giustiniani dice nel 1797: "L'aria, che vi si respira, è salubre..."(3). Garruba nel 1844 dice: "...d'aria buona..."(4). Mele nel 1883 dice: "...vi si gode aria purissima!.."(5).

Non c'è da meravigliarsi. Stiamo a 110 metri sul livello del mare e, in alcuni punti dell'agro del paese, sino ad un massimo di 160 metri.

Dice Resta: "I soli fattori di attrazione sarebbero la tranquillità che sovrasta ogni cosa e il clima mite che ne rende piacevole il soggiorno, elementi questi che, penso, hanno contribuito al sorgere stesso del nostro Comune, quando venne scelto come "predio" dagli Arcivescovi baresi"(6).

Come si può notare, in ogni tempo, i cronisti hanno messo in evidenza e in risalto la salubrità, la bontà dell'aria di Cellamare.

Un autore anonimo così scriveva. "Quest'aria, che coloro che vivono nelle zone industriali elogiano e respirano a pieni polmoni, va conservata e difesa da ogni forma di inquinamento".

Cellamare non va cambiata, ma conservata, perché è un'isola di bellezza e di serenità, di pace e di purezza d'aria.

Si vive in aperta campagna, perciò si conduce una vita serena e tranquilla, pacifica e sana, silenziosa e rilassante.

I cibi sono genuini. Il vino è generoso. La popolazione è cordiale ed ospitale. È il luogo ideale per vivere a dimensione d'uomo e sottrarsi alla vita tumultuosa e caotica della città.

  • G. Maria Alfano "Historica descrizione del Regno di Napoli" - 1755
  • D. Mele, "Annuario" - 1883
  • V. Roppo, "Memorie storiche di Cellamare" - 1925
  • R. Resta,"Cellamare e il suo territorio" - 1975
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