Questo portale non gestisce cookie di profilazione, ma utilizza cookie tecnici per autenticazioni, navigazione ed altre funzioni. Navigando, si accetta di ricevere cookie sul proprio dispositivo. Visualizza l'informativa estesa.
Hai negato l'utilizzo di cookie. Questa decisione può essere revocata.
Hai accettato l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Questa decisione può essere revocata.

Un legame indissolubile

Così scrive Vincenzo Roppo nel 1925: "Il cellamarese ama la sua terra nativa, è geloso del suo paesello, mal patisce chi lo disprezza; ed in tal caso diventa amaro, e qualche volta feroce, verso chi insulta la terra dei suoi avi, che sovra tutte le altre cose gli è molto cara" (1)

"...ama la sua terra nativa...". Anche se è costretto, per ragioni di lavoro, ad allontanarsi dal suo paese, ritorna, sia pure negli ultimi anni della sua vita, per trascorrervi in pace e serenità la vecchiaia.

"....è geloso del suo paesello....", ch'egli vede il più bello e lo loda con passione.

"....mal patisce chi lo disprezza....", è capace di far lite, discussione, di venire alle mani, se sente qualcuno disprezzare il suo paese, ch'egli ama come se fosse la mamma sua buona e bella.

".....e in tal caso diventa amaro e, qualche volta, feroce....", perde la sua calma la sua serenità, la sua tranquillità, inveisce, reagisce, mostra tutta la sua forza, la sua energia, la sua dignità.

Non può permettere a nessuno di insultare la terra, sotto cui sono sepolti i suoi antenati e che gli è cara più di ogni altra cosa al mondo.

Torna a inizio pagina