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Il primo atto di fede Italica

La marcia vittoriosa di Garibaldi portò, nel 1860, all'annessione delle province meridionali al resto d'Italia e Vittorio Emanuele II fu proclamato primo Re d'Italia.

"Spontaneo e patriottico fu il concorso dei cittadini cellamaresi a celebrare il primo atto di fede italica, votando a pieni suffragi, l'annessione all'Italia con Casa Savoia nel 1860. Trascorse dopo la sua vita, durante l'attuale governo dell'Italia unificata, in fervore d'opere, migliorando il paese, vedendo aperte nuove strade, l'ufficio postelegrafico, la condotta medico-chirurgica, istituzione del cimitero nuovo a sistema inamatorio ed altre opere pubbliche"(1).

Con il Regno d'Italia il primo Sindaco di Cellamare fu Ungari Domenico, dal 1860 al 1863. Seguì Mariani Vito Nicola, che fu Sindaco fino al 1867 e quindi nuovamente Ungari Domenico fino al 1869 (2).

Schegge di storia

  • Nel 1873, risulta che a Cellamare vi fosse un forno di proprietà del Comune, che dava in fitto per la somma di lire 700 all'anno.
  • Nel 1874, l'Amministrazione Comunale assunse come medico condotto il dott. Pietro Angiuli, che sarebbe stato in servizio per dieci anni e avrebbe percepito la somma di £. 340 all'anno.
  • Nel 1877, risulta che a Cellamare esisteva già l'orologio pubblico.
  • Nel 1879, furono riparate le cisterne che erano dietro le muraglie. All'epoca il Sindaco di Cellamare era Oronzo Sicoli.
  • Nel 1900, convocato d'urgenza il Consiglio Comunale. Relazione del Sindaco, Giovanni Sammarco: ":"La esacranda mano assassina, se fisicamente colpì il petto del Re valoroso, scampato, in altri tempi, e per causa della unità della patria, sul campo di Custozia, dal piombo straniero, moralmente ha ferito il cuore della Nazione Italiana, che tanto lo adorava e lo amava di amore paterno. E, in questo momento d'indignazione o di profondo dolore, volgiamo un pensiero all'augusta Regina Margherita, alla povera ed amata, che tanto in questi giorni di lutto nazionale ha sofferto ed ha pianto, e mandiamo a lei, alla consolatrice degli afflitti, alla donna, che ha condiviso con l'augusto defunto Re il dolore della Nazione ed i palpiti per il benessere di Italia, anche noi, rappresentanti di questo piccolo lembo italiano, le manifestazioni più sincere del nostro cordoglio, che, nello stesso tempo, è venuto a rinsaldare ed a confermare l'affetto e la devozione per Lei, per gli Augusti Sovrani e per la Casa Sabauda".
  • Nel 1902, fu costruito il nuovo cimitero su via Rutigliano ( entrò in funzione l'anno successivo, il 1903)
  • 23 marzo 1904, con deliberazione di Consiglio Comunale n° 23 viene assunto il sig. Nicola Petruzzi fu Domenico per curare l'illuminazione pubblica. All'epoca i fanali erano a gas. Nella delibera, tra l'altro si dice: "il nominato avrà l'obbligo dell'accensione e spegnimento di tutti i fanali pubblici, come pure curerà la buona manutenzione e la nettezza.
  • Nel 1910 c'erano a Cellamare due "trappeti": uno di proprietà di Francesco Di Natale, l'atro di proprietà di Pasquale Selvaggio.
  • Nel 1914 Cellamare cominciò ad usufruire dell'acqua dell'Acquedotto Pugliese così come testimoniano le fontanine presenti nel centro abitato su cui è incisa la data in cui furono installate. Infatti la legge istitutiva del 26 luglio 1902 n° 245, stabiliva un "Consorzio fra lo Stato e le Provincie di Foggia, Bari e Lecce avente per scopo la costruzione, la manutenzione e l'esercizio perpetuo dell'Acquedotto Pugliese". Prima del 1914 approvvigionamento idrico dei cittadini di Cellamare avveniva esclusivamente dalle cisterne pubbliche e dai
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