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I primi abitanti

Nel territorio di Cellamare non vi sono tracce di insediamenti risalenti all'età della pietra. Solo verso il XV secolo a.c., nell'età del bronzo, la vita si affaccia nella zona "COCEVOLE", ad un paio di chilometri dal paese, sulla via vecchia per Casamassima. E' qui che si sviluppò il primo insediamento nell'area dell'odierna Cellamare. Dai numerosi reperti ritrovati nella zona è facile dedurre che si trattò di un insediamento di eccezionale importanza e che occupò una grande area di territorio.

La posizione favorevole derivava dal fatto che l'avvallamento, che oggi si osserva, era un importante via canale (solco torrentizio) che partiva da Monte Sannace, presso Gioia del Colle, proseguendo in direzione della vicina Cellamare ed Azetium ,che si trovava tra Noicattaro e Rutigliano, e passando dinanzi alla chiesetta rurale dell'Annunziata, nel territorio di Rutigliano, sfociava nell'Adriatico dove oggi è la città di Mola.

La parola Cocevole significa orto, campo in cui crescono bene gli ortaggi.

Come mai è stata data tale denominazione a questo angolo dell'agro di Cellamare?

Se c'erano gli orti allora c'era acqua? E che acqua: quella sorgiva o quella piovana?

Se esaminiamo attentamente la struttura del suolo, ci accorgiamo che esiste un avvallamento,una leggera lama. E' il letto di un corso d'acqua che non c'è più.

Quando la pioggia cade giù per diversi giorni l'acqua forma un grande pantano,essendo la zona più bassa di quelle circostanti. Se c'è un'alluvione l'acqua passa proprio di lì . Non va dimenticato che le popolazioni primitive costruivano i loro villaggi proprio lungo i corsi d'acqua che permettevano di potersi spostare, con una certa facilità. Inoltre, la zona Cocevole, è più alta delle altre e perciò permetteva agli abitanti di controllare le vie di comunicazione e di difendere le abitazioni che erano più giù. Le attività praticate erano la pastorizia e l'agricoltura.

La maggior parte dei reperti, riportati in superficie durante i lavori di trasformazione delle colture, purtroppo è andata persa .

Non sono pochi i contadini, i più anziani, che possono testimoniare che gli aratri meccanici hanno fatto riaffiorare decine di lastroni calcarei, cocci, anse ed oggetti di pietra. Nella stessa zona si trovano, come dicono i contadini, i "paretoni".

Si tratta delle "muragge" ossia muri formati di pietre, poste le une sulle altre con bravura e perizia, senza malta, a secco.

Diversi storici ritengono si tratti di monumenti sepolcrali "i dolmen".

Esistono tre principali tipi di dolmen: il primo è costituito da una galleria con lastroni di pietra laterali, sormontati da altri lastroni, poi coperti da un cumulo di pietrame a forma ellittica; il secondo consiste in un sarcofago in pietra, ricoperto come il precedente da pietrame a forma ellittica; il terzo, più modesto, consta di un piccolo sarcofago monolitico coperto da un minuscolo cumulo di pietre.

Quest'ultimo tipo si nota nel territorio di Cellamare, in agro Cocevole

  • P.Malagranò "Dolmen e Menhir di Puglia" 1982
  • V.Masellis "Storia di Bari" 1965
  • R.Resta "Cellamare e il suo territorio" 1974
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