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Torre
Civica
La torre civica, comunemente chiamata torre dell'orologio, si erge
in Largo Don Bosco (ex Largo Piazza) di fronte alla chiesa matrice
e, come dice il Roppo, nei pressi della Chiesa della Madonna della
Grazia ridotta a rudere. La torre, realizzata nel 1923, è
composta da un basamento trapezoidale; una piccola scaletta interna
conduce al piano del loggiato dotato di quattro bifore, una su ogni
lato, costituite da tre colonnine in pietra locale. Il secondo piano
è decorato da una scultura a basso rilievo che raffigura
lo stemma comunale. Al terzo piano è ubicato l'orologio.

Il borgo antico
L'epoca di costruzione del borgo di Cellamare non è ancora
del tutto certa. Il piccolo insediamento originario di Cellamare
era situato lungo la vecchia strada che da Bari si dirigeva verso
Triggiano, Capurso, e quindi Cellamare, per poi proseguire verso
Casamassima e l'interno.
L'impianto urbanistico dell'antico abitato, di limitata grandezza
e quindi in netto contrasto con gli altri centri pugliesi, è
costituito da uno schema programmato di tipo rettangolare allungato
che è sorto con i due poli classici di attrazione: la chiesa
da un lato ed il palazzo nobiliare fortificato dall'altro.
Due sole strade, seguendo i lati lunghi del rettangolo, parallelamente
all'asse principale di congiunzione tra chiesa e castello, sono
state di supporto agli ampliamenti dell'abitato avvenuti nel XV
e nel XVIII secolo.

Antico castello feudale
Poco interessante dal lato storico ed artistico è il vecchio
castello baronale o casa castellana, posto all'estremo periferico
del vecchio giro delle muraglie di Cellamare.
Tacciono le cronache ed i documenti dell'epoca circa la data ed
il signore che lo fece erigere. Certo ciò avvenne dopo che
Cellamare dal possesso degli Arcivescovi di Bari passò in
dominio dei signori feudali del luogo. Gli ambienti sottostanti
la struttura sono dotati di frantoi per la molitura delle olive
e palmenti per la pressione delle vinacce.

Chiesa
Madonna delle Grazie
La piccola cappella, dotata di campanile a vela
e campana, è collocata sul retro della torre civica; già
citata dal Garruba nella prima metà dell'ottocento e dal
Roppo nei primi decenni del novecento, è attualmente in fase
di restauro.
Chiesa
di S. Michele
È una piccola cappella intitolata all'Arcangelo
S. Michele a poca distanza dall'abitato, sulla via di Capurso. Sotto
la cappella erano sepolti i morti prima che sorgesse, sulla via
per Rutigliano, il nuovo cimitero realizzato nel 1902.

Sant'Amatore
martire
Nacque a Tuccitano in Spagna. La sua adolescenza e giovinezza fu
radiosa. I suoi bravi e buoni genitori gli insegnarono ad amare
Dio ed il prossimo, specie i sofferenti. Perduta la mamma, il babbo
prese Amatore e gli altri figli e si trasferì a Cordova per
mandarli comodamente a scuola. Il suo maestro fu il dotto e santo
vescovo Eulogio. Anche questo morirà martire. Infuriando
la persecuzione musulmana si unì ad un monaco di nome Pietro,
a Ludovico fratello di Paolo diacono e martire, entrambi Cordovesi,
e si lasciarono da leoni alla conquista delle anime. Furono afferrati,
trucidati. Il loro corpi furono buttati nel fiume Quadalquivir il
30 aprile 855. Dopo alcuni giorni i tre cadaveri, trovati sulla
spiaggia di Beta, furono raccolti da mani pietose. Dio preparava
il trionfo ai suoi eroi. Il papa Clemente X dava la reliquia insigne
di S. Amatore al duca di Giovinazzo, D. Domenico De Iudice, che,
in missione di ubbidienza andò a Roma con D. Pietro di Aragona
luogotenente del Re di Napoli. Il duca di Giovinazzo la donava a
Cellamare verso l'anno 1670.

Masseria
Mariano
Sita sulla strada per Casamassima ed in notevole stato di abbandono
si dice che nel passato sia stata sede di ladri di cavalli e, in
seguito a fine ottocento era nelle mani di una banda di briganti,
sorta all'inizio con stampo politico. Tale banda veniva soprannominata
dei "Mariani", trascritta Mariano.
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