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Territorio
e cenni storici
Il comune di Cellamare è situato ad una altitudine di 105
m. sul livello del mare, dista appena 13 Km. Da Bari e si estende
su una superficie di 586 ettari. Nel corso dell'ultimo decennio
Cellamare è stata protagonista di una significativa espansione
urbana e demografica, favorita dall'inurbazione di molti baresi
che preferiscono la quiete e la salubrità di questo piccolo
borgo all'inquinamento ed alle frenesie stressanti della città.
Le sue origini si fanno risalire all'XI secolo; l'unico documento
attendibile in tal senso può essere considerato uno statuto
della Città e delle terre appartenenti alla Archidiocesi
di Bari, compilato nel 1171 dall'arcivescovo Rainaldo nel quale,
come ci ricorda il Roppo, per la prima volta si cita una località
di nome Cellamare o Cellamarii.
Alcuni storici sono invece concordi nel segnalare l'esistenza di
questo sito o villaggio di pastori e contadini quantomeno in concomitanza
con le escursioni saracene. Si racconta, infatti, che nel 988 i
Saraceni attuarono una delle più feroci incursioni nel territorio
intorno a bari, depredando le popolazioni ed incendiando le loro
misere abitazioni. Dopo aver distrutto Ceglie e Valenzano si trasferirono
nel territorio di Capurso, ma qui furono accerchiati dai capursesi
e dai cellamaresi e, quindi, respinti ed uccisi. La zona ancora
oggi viene chiamata Massaracina per ricordare il massacro dei Saraceni.
Altri autori come il Beatillo, il Cerri ed il Garruba ci riferiscono
di un altro importante accadimento storico che riguarda Giovanni
V, nominato arcivescovo di Bari il 12 Febbraio 1151 da Papa Eugenio
III.
In quegli anni scese in Puglia Guglielmo il Malo, Re di Sicilia
il quale dopo aver distrutto diverse città pugliesi come
Gioia del Colle, Bitetto, etc., si diresse con intenti sanguinosi
alla volta di Bari. I cittadini lo accolsero disarmati chiedendo
misericordia e salvezza ma ottennero solo due giorni per uscire
di città. Così l'Arcivescovo di bari con buona parte
del clero si rifugiò in una località detta "Celi
Amor" o Cella di Amore e successivamente Cellamare. Di recente,
non lontano dall'attuale abitato sono stati rinvenuti, in occasione
di ampi e profondi sterri agricoli, resti di vasellame risalenti
ad epoca italiota, magno - ellenica e romana, ciò fa ritenere
che la storia e le origini di questa cittadina vanno riscritte ed
ulteriormente approfondite. Lo stemma comunale di Cellamare, estratto
dal Grande Archivio di Stato di Napoli, rappresenta una dolce sirena
che naviga sul mare. Tra i personaggi illustri di questa piccola
terra ricordiamo il religioso Fra Girolamo da Cellamare dei Minori
Riformati, lettore, teologo ed oratore, morto il 14 Gennaio 1731
nel convento di Gioia.

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