ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO
CELLAMARE
CELLA AMORIS
TERRA D’AMARE
Frammenti storici di Cellamare
PRIMA EDIZIONE
A CURA DI
MICHELE LAPORTA
“Picciola terra posta nell’ambito di questa provincia e del distretto capoluogo; dista sei miglia da questa città, e cinque dall’adriatico; è situata in amena pianura, e vi si respira aria salubre. Il suo territorio è piuttosto ampio, cosicchè buona porzione di esso è addetta al pascolo del minuto armento, e nel dippiù vi si raccolgono in abbondanza i cereali e le civaje, vi sono oliveti e mandorleti, ma in poca quantità, dicasi altrettanto delle viti e dè frutti, cosicchè non si fa che pochissimo smercio di quel che avanza al consumo degli abitanti, i quali ora ascendono a circa settecento.”
1844 - Michele Garruba - “Serie critica dei sacri pastori baresi”.
“Chi muovendo dalla città di Bari su la provinciale che mena a Taranto, oltrepassato Capurso, la bella ed industre cittadina celebre nel mondo sacro per il suo Santuario della Madonna del Pozzo, a circa due chilometri da questa, volgendo a man sinistra di chi procede vedrà quasi appollaiata tra la verde boscaglia di olivi e mandorli, bianca nel nitore delle sue piccole casette, la moderna Cellamare o come una volta dissesi Cella d’Amore! Piccolo il suo ambito, modesta la sua topografia, dalle umili casette bianche di contadini qua e là interrotte dall’accenno di qualche palazzina dei più facoltosi del luogo o di qualche palazzina dei più facoltosi del luogo o di qualche arricchito reduce dall’America, Cellamare siede in una ridente e salubre pianura, tutta recinta all’intorno da campagne intensivamente lavorate.”
1925 - Vincenzo Roppo - “Memorie Storiche di Cellamare”.
Dedico questo lavoro a mio cugino Vito.